Già il luogo di questo strano incontro mi piace. Piazza della Pera è un luogo familiare, un posto in cui sono transitata innumerevoli volte, che fa parte dei miei ricordi, anche se adesso l'hanno ristrutturata ed ha cambiato faccia, è sempre la piazza in cui, dopo una cena di classe, un gruppetto di suore infastidite dal nostro chiasso, mi hanno tirato in testa una secchiata, spero, di acqua.
Un posto che fa casa, ecco...
Sono in ritardo di dieci minuti, perchè a Pisa, quando piove, il dramma quotidiano del traffico e dei parcheggi diventa una tragedia internazionale, da risolvere solo con l'ausilio dell'interpol o dei caschi blu.
La passeggiata fino al luogo del ritrovo mi dà modo di respirare un pò di aria di casa, così se ne va un pò di tensione, lasciandone solo il 99,9 %...
Davanti a me si apre la piazza... chi sarà?
Forse è quella lì, sta parlando al telefono nervosa ed infastidita, si, potrebbe essere lei, effettivamente sono in ritardo, magari aspetta da una vita qui da sola. Che buffa, gira su se stessa mentre parla al telefono... si, potrebbe essere lei. Prendo il cellulare per fare la prova del nove, provo a chiamarla così se trovo occupato so che è lei... il nervosismo comincia a risalire di quello 0,1% di cui era sceso... non mi piace il telefono, è un attrezzo troppo ambivalente per la mia lotta con la giusta distanza, non la chiamo.
Comincio a gironzolare e ad analizzare con lo sguardo i presenti... non c'è tantissima gente, un gruppetto di ragazzi delle superiori, un pò di persone indaffarate a montare un palco, una coppia di universitari su di una panchina, ma... ecco, l'ho vista, è lei, non lo so ancora con certezza, ma sento che è lei. Mi avvicino guardandola, cercando i suoi occhi dietro agli occhiali da vista con la montatura nera e bianca...
Basta un sorriso, lei ricambia e si alza dalla panchina in fondo alla piazza su cui è seduta. Ha i colori del Mediterraneo, non è vestita da donna in carriera, il suo viso mi ispira serenità e la sua andatura è calma e rassicurante.
Ci siamo, la danza ha inizio.
Non so se sono più emozionata io di lei o viceversa, ma non importa, perchè già solo percepire il suo accento che sa di mare e di sole, mentre camminiamo accanto per andare a recuperare un succo di frutta da poterci bere, ci fa sentire meno sole.
Il futuro è un pochino più vicino
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