Mentre sento di aver seguito il suo esempio, trascinata dalla lettura di un post e dalla quantità incredibile di peli di gatto che momentaneamente hanno provato a soggiornare nella mia trachea, mi chiedo adesso se posso ritenermi soddisfatta.
Non certo del pelo di Otto che ,riappacificato col mondo da una dose supplementare di croccantini, adesso sta dormendo oppure facendo meditazione yoga, qui vicino a me. Allora da cosa?
Ah si, dalla scelta delle impostazioni del blog.
Beh, non lo so ancora. Non è semplice scegliere un'immagine che ti rappresenti, un carattere di scrittura che si armonizzi col tuo modo di scrivere, un titolo che non ti faccia sembrare un idiota e tanto meno un narcisista egocentrico. Non è semplice mostrarsi al mondo scegliendo ogni secondo in maniera inconsapevole quale lato di noi sta facendo il passo in avanti e mantenendo buone tutte le altre parti, pronte per poter balzare in avanti in un repentino cambio di variabili emotivo-ambientali.
E', però, un esercizio che scioglie la nostra mente, spesso imbavagliata in rigidità ipocondriache e sterili, è un modo per respirare un'aria nuova, anzi, la stessa aria ma con un naso diverso, provando sensazioni diverse e prendendo colore.
Non sapevo bene il motivo per cui, seguendo le orme della mia cara amica, ho cominciato a cliccare su icone colorate. Questo fino a qualche minuto fa. Adesso che digito parole in sequenza, credo di aver un minimo compreso. E' un pò come al liceo, quando capii che fare teatro mi avrebbe aiutata ad ampliare il mio mondo. Adesso non è solo per ampliarlo, dato che il filtro dello schermo impedisce di entrare veramente in contatto, ma questo, forse, potrebbe aiutarmi a sciogliere nodi, a rendere più fluido il mio pensiero, che a volte si incaglia come il Titanic fece a suo tempo nel povero iceberg.
Provo una bella sensazione scrivendo e, fosse anche solo questo ciò che ne ricavo, mi basterebbe.
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