e come si fa?
dico, come si fa a tollerare in maniera civile un qualcosa di totalmente anticostituzionale?
Nessun dubbio sul fatto che qui si stia parlando di una costituzione non legislativa, ma di qualcosa di ben più "costituente" di un elenco di regole che dovrebbero aiutare il nostro povero istinto morto sotto il peso dei troppi inutilizzati neuroni che ci sono stati dati in eredità da quella simpaticona di una evoluzione ...
nessun dubbio, qui sono leggi primarie, come l'odore che tu hai sempre sentito, come lo sguardo che ti ha dato significato seppur parziale e a volte distante, come il calore che ti ha permesso di non morire, di non lasciarti morire, come uno specchio che riflette l'idea che tu possa essere contenuto in un corpo.
Qui non si scherza.
Nessuno può giocare con il fuoco della relazione, cioè con l'unica cosa che può restituirci un senso e la possibilità di creare "arte-amore", senza bruciarsi... nell'illusione di una cieca ottusa onnipotenza, ultimo scampolo di un' epoca lontana, in cui avevamo bisogno di illuderci di poter essere onnipotenti per non soccombere sotto il peso della realtà, sotto il peso della nostra totale impotenza.
Noi siamo nati relazione, l'essere umano non esiste senza.
L'illsione dell'autosufficienza è una balla gigantesca e atroce che regala solitudine e sofferenza.
Là dove la relazione incontra l'individualismo difensivo, trova posto la sterilità e l'aridità.
Un pò come in una stanza meravigliosa con milioni di cose bellissime ed utili, strumenti capaci di poter aiutare nelle scoperte e nelle esplorazioni, che però viene tenuta chiusa, per paura che i bambini possano rompere le "cose", non accorgendosi che la polvere diventa man mano sempre più pesante, talmente pesante da essere essa stessa la causa della rottura di alcuni strumenti. Di altri si saranno cancellati gli inchiostri che ne descrivevano l'utilizzo o addirittura il montaggio, perdendo la possibilità di utilizzarli per sempre.
Io non tollero che mi venga strappato il diritto di creare legami emotivi e di soffrire quando il mondo, in milioni di modi, vi soffia sopra polvere.
Io m'incazzo